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Patate ‘mpacchiuse con funghi rositi e vavusi

Le patate ‘mpacchiuse rappresentano un tipico contorno calabrese oggi ti propongo le silane a pasta gialla con funghi rositi (nome scientifico: Lactarius deliciosus) e vavusi gialli – vavusella (nome scientifico: Suillus granulatus), ma si possono fare con qualunque fungo a disposizione. Le patate ‘mpacchiuse offrono varie consistenze, abbiamo la croccantezza, la morbidezza e alcune si rompono. Avvolgono svariati abbinamenti, infatti ricordo quelle con le cipolle di Tropea, con i peperoni a cornetto, con le cipollizze (lampascioni), con le salsicce o anche semplicemente con origano a fine cottura. Nella nostra splendida Sila crescono oltre 3000 varietà di funghi, molti sono commestibili, deliziosi, altri tossici e mortali, di conseguenza occorre stare molto attenti, non ci si può avventurare in questo campo! Se si va per funghi senza esperienza, è bene, prima di mangiarli, farli controllare da esperti del settore. Ti lascio qua sotto qualche altra ricetta che prevede l’utilizzo dei funghi tra gli ingredienti 👇 👇 👇

patate 'mpacchiuse con funghi rositi e vavusi
  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • Porzioni6
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàEstate, Autunno
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Ingredienti


500 g funghi ( a piacere)
1 kg patate (silane a pasta gialla)
q.b. olio extravergine d’oliva
q.b. sale
1 ciuffo prezzemolo
1 spicchio aglio
1 peperoncino piccante

Strumenti

Per la ricetta servono due buone padelle antiaderenti per evitare che le patate attacchino e si formi una bella e golosa crosticina. Utili anche due spatoline o altro in silicone per rigirarle comodamente senza che si rovini la padella.

2 Padelle – antiaderente con coperchio
Pentola di acciaio alta
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Preparazione delle patate ‘mpacchiuse calabresi con funghi “rositi” e “vavusi”

Per prima cosa devi pulire i funghi. Per i rositi devi togliere la terra dal gambo con un coltellino e li sciacqui velocemente sotto l’acqua corrente. Ai vavusi, invece, occorre che spelli, con l’aiuto di un coltellino, la cuticola marrone che si trova sul cappello ed elimini la spugna al di sotto dello stesso.

I vavusi li devi sempre bollire prima di sfruttarli per qualunque preparazione. Preferisco bollire anche i rositi, ma si può evitare, purtroppo per me risultano indigesti se non lo faccio. Di conseguenza ho sbollentato entrambi i funghi, separatamente, in due pentole con acqua bollente.

Lava e sbuccia le patate, tagliale a cubetti e mettile a bagno in acqua sciacquandole più volte per eliminare l’amido. Lasciale a bagno per circa 30 minuti prima di cucinarle.

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Scolale in uno scolapasta e asciugale con un canovaccio. Metti un filo d’olio in una padella antiaderente, deve coprire tutto il fondo della stessa, riscaldala bene e aggiungi le patate. Rigirale nell’olio e coprile con il coperchio, non aggiungere il sale. Lasciale cuocere a fuoco lento con il coperchio e rigirarle ogni tanto.

Se devi cuocerne tante usa due padelle, come ho fatto io in questo caso.

In una padella a parte, versa un filo d’olio, uno spicchio d’aglio tritato o intero e il peperoncino tagliato a pezzetti, fai profumare e aggiungi i funghi tagliati a pezzettini e un pizzico di sale. Lascia stufare lentamente con il coperchio per circa 10/15 minuti, mescolando ogni tanto delicatamente.

Quando le patate sono morbide togli il coperchio e cuocile, girandole ogni tanto con un cucchiaio o spatola che non rovini la padella, fino a quando sono colorite. Ora si possono salare e mescolare per distribuire uniformemente il sale. Quelle nell’immagine sono patate ‘mpacchiuse con origano! Ho inserito la foto solo per mostrare la consistenza che devono avere prima di mescolarle con i funghi!

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Quando le patate sono cotte a puntino, se noti che hanno eccesso di olio, scolale in uno scolapasta e poi le unisci in padella con i funghi trifolati precedentemente, assorbiranno il delizioso sughetto dei funghi, le lasci insaporire un pochino rigirandole bene nel condimento, spolveri con prezzemolo tritato e spengi il fuoco.

Consiglio di Nonna Picetto 🌶

Se volessi acquistare qualche salume tipico calabrese per arricchire antipasti, pranzi e cene, ti consiglio quelli di questa azienda, li compro generalmente per i miei familiari. Troverai le loro immagini qui sotto. Tutti i loro prodotti sono eccellenti, ti consiglio di provarli, hai l’imbarazzo della scelta e ti arriveranno direttamente e comodamente a casa se non hai la fortuna, come me, di trovarli al supermercato vicino a casa. Offrono sapori e profumi di una volta sebbene prodotti da una azienda e non mi pagano per dire questo, neanche lo sanno, è una mia recensione spontanea da consumatrice. Quando vado al supermercato del paese e vi sono le salsicce stagionate sfuse in un vassoio sul banco della salumeria arriva un profumo che non posso fare a meno di prenderle. Per quanto riguarda la ‘nduja la prendo nel budello sottovuoto come vedi nell’immagine sottostante. Quando ne tagliano una grandissima la prendo a fette, ma va consumata più velocemente. Quando apri una ‘nduja con il budello, ti consiglio tagliarla da una estremità, prelevi con un cucchiaio quella che ti serve senza rompere il budello, poi richiudi il budello pressando bene, in questo modo si manterrà meglio. La uso per tantissime preparazioni. La puoi usare per insaporire un semplice sugo di pomodoro, le zuppe di legumi, pasta con i legumi (fagioli e ceci), da aggiungere sulle pizze, spalmata sul pane ecc. Ottima anche riscaldata e sciolta nello scalda ‘nduja. Se vuoi fare una cosa simpatica puoi sistemare lo scalda ‘nduja in tavola e ognuno si serve a piacimento. 👇👇👇

Per questo piatto devo ringraziare Livio Massaro, abile cuoco con il suo “Ristorante pizzeria da Livio” . Io e mio figlio lo abbiamo incontrato all’uscita del supermercato locale, ci ha chiamati con il suo sorriso gioviale, mi ha detto: “Maria Grazia, vieni che ti devo dare una cosa, questi li devi fare con le patate per te e la tua famiglia e mangiarli pensando al vostro amico fraterno!”. Era appena tornato dai boschi, aveva la macchina piena di funghi appena raccolti da usare per il suo ristorante. Spero tanto che si risolva al più presto questa chiusura dovuta al Covid! Tanti ristoratori sono allo stremo, persone che hanno fatto sacrifici e investimenti per onorare il proprio lavoro.

Come leggere il blog/ricettario di Nonna Picetto 🌶

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Un grandioso saluto da Nonna Picetto 🌶


Post, foto e video di Maria Grazia Trocini (Nonna Picetto 🌶)
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Pubblicato da Nonna Picetto 🌶

Ciao, sono Maria Grazia Trocini, mamma e moglie fin da quando avevo 16 anni, nel 1983. Ti chiederai, perché Picetto? Nel 2007 desideravo iscrivermi al Forum del Gambero Rosso, unico sito per gli appassionati di vini e cucina dell'epoca, non riuscivo a trovare un nickname per poter accedere, tutti i miei tentativi risultavano vani. A quei tempi non c'era l'adsl, internet era lentissimo, quando si doveva caricare una pagina, nell'attesa, potevi farti una passeggiata, prepararti un caffè o guardare ipnotizzata quella rotellina come un'ebete. Dopo svariate prove, ho utilizzato il soprannome di mio figlio minore e, finalmente, ho ottenuto l'agognato risultato. Per il mondo virtuale rimango ancora oggi Picetto e, dato che sono diventata nonna, Nonna Picetto 🌶.

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