Il pollo con i peperoni alla romana, cotto in padella con la ricetta originale di Nonna Picetto, è buonissimo e più digeribile perché preparato con i peperoni precedentemente arrostiti, privati della pelle, dei semi e dei filamenti bianchi interni.
Il pollo risulta morbidissimo, non serve il coltello per tagliarlo, ed è avvolto da una meravigliosa peperonata con cipolla di Tropea, pomodoro, a piacere peperoncino e basilico a fine cottura.
Il pollo con i peperoni è un grande classico della cucina romana, nonché piatto tipico per il pranzo di Ferragosto. Esistono tantissime varianti di questa antica preparazione; la più famosa è quella di Sora Lella, di cui ho rinvenuto uno splendido video che ti consiglio di guardare. Nel video, Sora Lella spiega quali peperoni scegliere per questa preparazione e si vede mentre li sceglie al mercato. Da lei ho imparato che i peperoni migliori sono quelli rossi a quattro punte, perché più dolci e saporiti. In cucina c’è sempre da imparare!
Sora Lella, Elena Fabrizi, era la sorella di Aldo Fabrizi, famoso attore, regista, produttore, scrittore e sceneggiatore. Aprì una trattoria a Roma nel 1940, ristorante aperto ancora oggi e seguito dai suoi nipoti. Sul Gambero Rosso ho trovato questo articolo molto interessante che narra la storia di come abbia salvato moltissimi ebrei dai fascisti nascondendoli nella trattoria.
Bellissimo anche il video di Max Mariola, in cui propone la sua versione della celebre ricetta di Sora Lella. Sia Sora Lella che Max Mariola usano i peperoni precedentemente arrostiti e spellati, cucinati a parte.
Questa che ti do è la mia versione, frutto della mia esperienza. Quando ho iniziato a cucinarlo in questo modo, non c’era internet, quindi i meravigliosi video che ti ho consigliato di guardare, con le ricette originali di Sora Lella e dello chef Max Mariola, non erano disponibili. Per trovare una ricetta si usavano i manuali di cucina, poi sono arrivate le riviste e, infine, il meraviglioso mondo di internet dove possiamo trovare tutto.
È una versione un po’ calabrese, infatti uso far cuocere il pollo, precedentemente rosolato a fiamma vivace, insieme alla peperonata, che ne ingloba sapori e profumi. Alla fine avrai un pollo tenerissimo avvolto da una peperonata cremosa da assaporare con abbondante pane. È questa la differenza rispetto alla meravigliosa ricetta di Sora Lella, in cui il pollo e i peperoni vengono cotti separatamente e uniti solo quando vengono serviti, impiattati.
Ti lascio qui sotto le ricette, con video passo dopo passo, per fare i peperoni arrostiti al forno o in friggitrice ad aria con il mio trucchetto per spellarli facilmente, la peperonata, gli involtini di peperoni arrostiti filanti, gratinati al forno e i peperoni in agrodolce da conservare in vasetto 👇👇👇
- Peperoni arrostiti in friggitrice ad aria
- Peperoni arrostiti al forno facili e veloci da spellare
- Peperonata più digeribile e cremosa con i peperoni arrostiti: ricetta calabrese di Nonna Picetto 🌶️
- Involtini di peperoni arrostiti gratinati al forno o friggitrice ad aria
- Peperoni in agrodolce da conservare: antica ricetta calabrese

Ascolta la ricetta
- DifficoltàMolto facile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione15 Minuti
- Tempo di cottura1 Ora
- Porzioni6
- Metodo di cotturaFornello
- CucinaItaliana
- StagionalitàPrimavera, Estate e Autunno
Ingredienti
Strumenti
Per cuocere un pollo intero tagliato a pezzi con i peperoni, ti occorre una grande padella, preferibilmente antiaderente e munita di coperchio.
Passaggi
Come arrostire i peperoni al forno o in friggitrice ad aria per spellarli facilmente
La prima cosa che devi fare è arrostire i peperoni, e questo lo devi fare almeno 3 ore prima o la sera prima per consentire ai peperoni di raffreddarsi per poi spellarli facilmente. Li puoi cuocere al forno o in friggitrice ad aria. Ti svelerò i miei trucchetti per spellarli in un batter d’occhio. Puoi anche guardare le video ricette in cui mostro entrambi i procedimenti, le ho lasciate tra le suggerite in descrizione 👆
Come arrostire i peperoni in friggitrice ad aria per spellarli facilmente
Con la friggitrice ad aria si cuociono prima e vengono benissimo. A dire il vero, ho acquistato la mia prima friggitrice ad aria proprio per provare come venivano, dato che molte signore me l’avevano consigliata. La prima friggitrice ad aria era a fornetto, cucinava benissimo, ma era scomodissima da pulire e, a distanza di tempo, sia la mia che quella regalata a mia nuora hanno avuto lo stesso difetto e hanno smesso di funzionare improvvisamente. Fortunatamente erano in garanzia, acquistate su Amazon, e sono stata rimborsata. Ho cambiato modello, ora ho questa, mi trovo benissimo: è a cassetto, che lavo comodamente in lavastoviglie, capiente, e non serve preriscaldarla perché è a infrarossi. La consiglio.
Accendi la friggitrice ad aria e preriscaldala a 210°, con timer 20 minuti se la tua friggitrice ad aria necessita di preriscaldamento. Lava i peperoni e sistemali nella teglia della friggitrice ad aria o nel cassetto se la tua friggitrice ad aria è a cassetto, e avvia la cottura. Trascorso metà del tempo, li giri e prosegui la cottura.
A cottura ultimata, li togli dalla friggitrice ad aria e li metti in un contenitore munito di coperchio o in una pentola e chiudi subito con il coperchio. Li lasci in questo modo fino a quando saranno freddi o manipolabili con le mani senza bruciarti. Poi li spelli, togli i semi e le nervature bianche interne, li tagli a pezzi e tieni da parte. Conserva l’acqua di vegetazione fuoriuscita dai peperoni rimasta nel contenitore e quella che esce quando li spelli; l’aggiungerai al pollo in cottura.

Come arrostire i peperoni al forno per spellarli facilmente
Accendi il forno e preriscaldalo a 200° in modalità ventilata o 220° in modalità statica. Ricorda che ti serve una pentola capiente munita di coperchio che possa andare nel forno. Lava i peperoni e mettili nella pentola senza coperchio. Inforna e lascia cuocere per 20 minuti, copri la pentola con il coperchio, spegni il forno e lascia raffreddare i peperoni nel forno rovente con lo sportello chiuso. Occorreranno almeno tre ore. Generalmente li cucino la sera prima e li lascio tutta la notte nel forno per poi spellarli il giorno dopo. Poi li spelli, togli i semi e le nervature bianche interne, li tagli a pezzi e tieni da parte. Conserva l’acqua di vegetazione fuoriuscita dai peperoni rimasta nel contenitore e quella che esce quando li spelli; l’aggiungerai al pollo in cottura.

Cuciniamo il pollo con i peperoni in padella con la ricetta di Nonna Picetto
Se usi il pollo intero, taglialo a pezzi senza spezzare le ossa (le schegge sono pericolose), o fattelo tagliare dal macellaio. Elimina le eventuali piume presenti sulla pelle, lavalo in acqua fredda, scolalo e asciugalo bene.
Metti sul fuoco una larga padella, preferibilmente antiaderente e munita di coperchio, aggiungi un bel filo di olio extravergine di oliva, portalo a temperatura, aggiungi il pollo, un bel pizzico di sale e una macinata di pepe nero. Fai rosolare il pollo a fuoco vivace, senza coperchio, girandolo di tanto in tanto. Nel frattempo, taglia a fette una bella cipolla rossa di Tropea, i pomodorini a pezzetti se userai i pomodorini freschi, e tienili da parte.
Quando il pollo è ben rosolato, aggiungi la cipolla, la fai lievemente rosolare e aggiungi i pomodori o la passata o i pelati schiacciati, i peperoni, l’acqua di vegetazione dei peperoni filtrata per trattenere eventuali semi, un pizzico di sale, sbriciola dal rametto l’origano calabrese secco, rigira bene per amalgamare gli ingredienti, abbassa la fiamma, copri con il coperchio e fai cuocere a fuoco dolce, rigirando il pollo di tanto in tanto.
Porta a cottura, sempre a fuoco dolce e con il coperchio; occorreranno circa trenta o quaranta minuti, fin quando tutti i liquidi si saranno assorbiti e la carne risulterà tenerissima. A fuoco spento aggiungi una bella manciata di foglie profumate di basilico, una mescolata e il pollo con i peperoni è pronto per essere assaporato. Ottimo sia caldo che freddo.

Le origini del Ferragosto
Il nome Ferragosto deriva dal latino Feriae Augusti, ossia il riposo di Augusto. Le origini di questa festività risalgono al 18 a.C., quando l’imperatore Ottaviano Augusto istituì le Feriae Augusti, un periodo di riposo e festeggiamenti destinato a collegare alcune celebrazioni già presenti nel calendario romano. Tra queste c’erano i Consualia, antiche feste dedicate a Conso, divinità legata alla terra e ai raccolti. Un periodo di riposo e festeggiamenti dedicato ai contadini per celebrare la fine dei principali lavori agricoli estivi e la raccolta del grano. Dopo le fatiche dei lavori agricoli arrivava così un momento di pausa, accompagnato da banchetti a base di prodotti della terra, spettacoli e corse di cavalli. Anche gli animali utilizzati nei campi venivano dispensati dal lavoro e adornati con fiori. (Svetonio, De vita Caesarum, Lib. II; Ovidio, Fasti).
Nel VII secolo d.C., la Chiesa Cattolica assimilò la festa pagana legandola alla solennità dell’Assunzione della Vergine Maria e fissando la data definitiva al 15 agosto, mantenendo però viva l’usanza del grande pranzo festivo in famiglia. (Enciclopedia Treccani, voce Ferragosto)
La tradizione del pranzo di Ferragosto con la gita fuori porta si è poi consolidata negli anni ’30, quando vennero istituiti i Treni popolari di Ferragosto dall’Opera Nazionale Dopolavoro, con tariffe ferroviarie agevolate dal 13 al 15 agosto, incentivando così le famiglie a fare le prime scampagnate al mare o in collina portando con sé il pranzo al sacco. (Archivio Storico Istituto LUCE)
Il pranzo di Ferragosto a Roma e nella campagna laziale
A Roma e nella campagna laziale, il pollo con i peperoni è il piatto tipico del pranzo di Ferragosto. La tradizione contadina ha unito la disponibilità della carne da cortile (il pollo) alla piena maturazione estiva dei peperoni e dei pomodori. Un piatto ricco, saporito e preparato in anticipo, ideale da consumare sia a casa che durante le scampagnate di metà agosto. (A. Capatti, M. Montanari, La cucina italiana. Storia di una cultura, Ed. Laterza). Altri piatti molto usati per le scampagnate romane sono i pomodori ripieni di riso, frittate, verdure e, per finire, l’immancabile cocomero. Tutte preparazioni capaci di viaggiare, essere condivise e mantenere il proprio sapore anche lontano dalla cucina.
Il pranzo di Ferragosto in Calabria a Cosenza e dintorni
Il Ferragosto in Calabria, precisamente nel cosentino, si usa festeggiare in campagna, al mare o in montagna, generalmente all’aperto. Le famiglie usano riunirsi per una grande festa che dura l’intera giornata. La preparazione immancabile è la grigliata di Ferragosto, una grande brace su cui arrostire di tutto: carne o pesce e verdure che saranno poi accompagnati da una deliziosa salsa, il salmoriglio. Gli antipasti calabresi caldi e freddi sono rinomati, una vera festa di profumi e sapori, che da soli possono rappresentare un abbondante pasto completo. Generalmente sono composti da verdure sott’olio, olive ammaccate e infornate, salumi, particolarmente prosciutto, capicollo e sopressata, formaggi freschi, mozzarelline, ricottine, formaggi stagionati, polpette di carne, polpette di melanzane, frittelle (di fiori di zucca, zucchine, tenerumi). Per primo piatto si usa cucinare una preparazione importante, generalmente la pasta china o i fusilli al ferretto conditi con un sugo a base di carne (di maiale o capra o vitello) e passata di pomodoro caratterizzato da una lunga e lenta cottura. La carne poi farà parte dei secondi piatti insieme alla grigliata. Il tutto accompagnato da vino e pane casereccio. Immancabile l’anguria e qualche dolcetto tipico giusto per gradire. Sai a che ora inizi a mangiare, ma non sai quando finisci.
Le scampagnate con il nonno paterno
Quando ero bambina, in estate, con il nonno paterno, le zie paterne, i cuginetti ecc., insomma, tutta la famiglia unita intorno a Nonno Angelo (una ventina di persone), comprese Maria e Bice, usava organizzare dei meravigliosi picnic in montagna, in Sila, che chiamava scampagnata. Dietro c’era una grande organizzazione. Le zie (sorelle del nonno), aiutate da Maria e Bice (rispettivamente la governante del nonno e la vedova di un colono di cui parlo spesso), iniziavano a cucinare il giorno prima e preparavano ogni ben di Dio.
C’erano quelli che chiamavano ruoti, con Sagna china o Pasta china. Usavano portare anche delle meravigliose frittate di spaghetti con salsiccia e caciocavallo, pollo al forno con patate, cotolette, polpette di carne e con le melanzane, soppressate, salsicce, capicollo, formaggi, tante insalate, parmigiane di melanzane, zucchine, sott’olio, olive, pani caserecci a lievitazione naturale cotti in forno a legna ecc. ecc.
Ricordo anche che ci fermavamo, strada facendo, per acquistare le mozzarelle silane avvolte nelle foglie di felci. Erano dei veri e propri banchetti che duravano ore sotto i pini con quei profumi di natura indimenticabili! Appena arrivavamo iniziava la grande apparecchiata. Si mettevano in fresco nel ruscello con acqua freddissima e limpida il cocomero, i meloni e le bevande.
Tiravano fuori dalle macchine tavolini, sedie, plaid e cesti di vimini pieni di piatti, bicchieri, posate ed ogni prelibatezza. Insomma, una casa! Sulle sedie si potevano sedere solo gli anziani, tutti gli altri per terra sui plaid. Immancabile l’insalata di pomodoro che preparava zia Giulia: avendo avuto una lunga marinatura, acquisiva un sapore inconfondibile. Bagnare il pane casereccio nel sughetto creato dal mix di sapori era una vera goduria.
Ricordi e usanze persi nel tempo!

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Post, foto e video di Maria Grazia Trocini (Nonna Picetto 🌶)
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