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Pasta alla Norma con sugo di pomodoro e melanzane fritte: ricetta di Nonna Picetto

La pasta alla Norma, condita con un buon sugo di pomodoro semplice al basilico, melanzane fritte a cubetti e una grattugiata di ricotta di pecora stagionata, preparata con la ricetta di Nonna Picetto, è buonissima e offre i sapori e i profumi dell’estate.

Puoi usare lo stesso procedimento per fare la pasta alla siciliana o un sontuoso timballo di pasta, utili per le occasioni speciali, come ad esempio il pranzo di Ferragosto o la domenica in famiglia. Basta metterla in una teglia, aggiungere provola o mozzarella, a piacere le uova sode, una generosa grattata di parmigiano e una bella gratinata al forno. Ti racconterò come fare sia il timballo che la pasta alla siciliana.

Questa è la mia versione della rinomata ricetta originale della pasta alla siciliana. La preparo con sugo di pomodoro semplice al basilico e melanzane fritte a cubetti, utilizzando il mio metodo per non far assorbire eccessi di olio in frittura.

La pasta al sugo con le melanzane fritte mi ricorda il nonno paterno, Nonno Angelo, chiamato da tutti Don Angelo o Don Angiolino. Ne era particolarmente ghiotto e li chiamava vermicelli alla siciliana con sugo di pomodoro semplice al basilico, melanzane fritte e una generosa grattugiata di parmigiano reggiano. Troverai il racconto nel capitolo dei ricordi di famiglia.

Sai perché si chiama pasta alla Norma? Provo a dare la risposta nel capitolo dedicato alle origini della ricetta.

Nell’elenco sottostante ci sono i capitoli del post. Vi puoi cliccare sopra e giungere immediatamente al capitolo prescelto.

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La pasta alla Norma condita con un buon sugo di pomodoro semplice al basilico, melanzane fritte a cubetti e una grattugiata di ricotta di pecora stagionata, preparata con la ricetta di Nonna Picetto è buonissima, offre i sapori e profumi dell'estate. 
Puoi usare lo stesso procedimento per fare la pasta alla siciliana o un sontuoso timballo di pasta.

Ascolta la ricetta

  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora 30 Minuti
  • Porzioni6
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàPrimavera, Estate e Autunno
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Ingredienti

Per quanto riguarda la pasta, puoi usare il formato che più preferisci. Mio nonno la gradiva con i vermicelli, io uso quello che mi ritrovo in dispensa, generalmente: spaghetti grossi, spaghetti alla chitarra o spaghetti grossi quadrati. La ricetta originale siciliana prevede pasta corta.

Ingredienti per il sugo di pomodoro semplice al basilico

1 kg pomodori, maturi, freschi
1 peperone corno di toro (o friggitello verde, te ne basta un pezzetto, ma è facoltativo)
1 filo olio extravergine d’oliva (20 g circa)
1 spicchio aglio
1 rametto origano secco
q.b. basilico (qualche foglia)
1 pizzico sale (5 g circa)

Ingredienti per le melanzane fritte

1 kg melanzane ovali nere
q.b. sale (per mettere le melanzane a spurgare l’acqua di vegetazione)
1 l olio di semi di arachide (per friggere le melanzane)

Per completare

450 g pasta (a piacere corta o lunga)
ricotta salata (di pecora stagionata da grattugiare o parmigiano e pecorino grattugiati)

Strumenti

Per strizzare le melanzane dopo averle fatte stare sotto sale, è utile il torchietto. Io ho questo da tantissimi anni e lo utilizzo particolarmente per le conserve, ad esempio le melanzane sott’olio e le olive ammaccate. In sostituzione puoi usare lo schiacciapatate.

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Passaggi

Preparazione delle melanzane prima della frittura

Taglia le melanzane a cubetti, mettile a strati in uno scolapasta e sala abbondantemente ogni strato. Posiziona lo scolapasta su una ciotola che raccolga l’acqua che uscirà, coprile con un piatto e mettici un peso sopra (una bottiglia piena d’acqua, un batticarne o altro). Lasciale sotto sale per almeno 2 ore per consentire di perdere più acqua possibile. In questo modo la melanzana in frittura non assorbirà olio e sarà molto più sana e buona.

Sugo di pomodoro semplice con pomodori freschi passati

Lava bene i pomodori e il peperone a cornetto, poi mettili a scolare in uno scolapasta. Taglia i pomodori a pezzi grossolani, eliminando le imperfezioni e le parti bianche. Mettili in una casseruola, aggiungi un piccolo pezzettino di peperone verde, a cui avrai eliminato i semi e i filamenti bianchi interni, e strizzali bene con le mani per fare fuoriuscire un pochino di liquido, onde evitare che si brucino. Il pezzettino di peperone è facoltativo, ma, per i miei gusti, dona un sapore eccellente.

Mettili sul fornello, copri con il coperchio e cuoci a fuoco dolce, girando di tanto in tanto. Quando iniziano a bollire, togli il coperchio e prosegui la cottura, mescolando di tanto in tanto, fino a quando saranno ben morbidi e cotti. Poi passali al passaverdura o altro strumento idoneo e ancora più comodo per eliminare i semi e le bucce. Se usi il passaverdura, ti consiglio di prelevare i pezzi di pomodoro lasciando un pochino di acqua di vegetazione alla fine, che ti consentirà di rimuovere eventuale passata dalle bucce rimaste, la parte più buona. Se utilizzi un altro strumento, controlla che le bucce e i semi siano completamente asciutti e tutta la passata fuoriuscita; se così non fosse, ripassali di nuovo. Non frullare con il frullatore, non viene bene!

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Versa l’olio in una casseruola o padella pesante a bordi alti, aggiungi lo spicchio d’aglio privato dell’anima interna, tagliato in 4 pezzi e, se ti piace, qualche pezzo di cipolla che poi toglierai. Puoi anche fare un trito misto di aglio, un pezzettino di cipolla e il peperoncino. Sfrutterai uno o l’altro metodo a seconda se vuoi un sugo liscio senza i pezzetti degli aromi prescelti. Fai lievemente profumare i pezzi degli aromi, senza soffriggere: non devono in alcun modo diventare marroni, altrimenti il sugo risulterà amaro.

Se hai usato l’aglio e la cipolla a pezzi, eliminali e poi inserisci la passata di pomodoro. Condisci con un pizzico di sale, un rametto di origano o un pizzico di origano secco. Appena prende il bollore, abbassa la fiamma al minimo e fai cuocere a fuoco dolce, girando di tanto in tanto, con il coperchio, fino a quando la salsa risulterà densa, non acquosa, e l’olio affiorerà in superficie. Inserisci a fine cottura il basilico.
Il nostro sugo di pomodoro è pronto per condire la pasta.

Sugo di pomodoro con pomodori freschi passati: ricetta calabrese di Nonna Picetto

Come friggere le melanzane

Riempi una pentola a bordi alti di olio e lascialo riscaldare bene senza giungere al punto di fumo. Io faccio la prova stecchino: immergo la punta dello stesso nell’olio e, se sfrigola, abbiamo raggiunto la giusta temperatura. Nel frattempo strizza molto bene le melanzane con le mani, uno schiacciapatate o, ancora meglio, un torchietto.

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Friggine poche per volta, rigirandole ogni tanto, fin quando sono belle dorate. Prelevale dall’olio con la schiumarola o ragno e sistemale in uno scolapasta con un altro contenitore al di sotto per eliminare l’olio in eccesso.

Metti a friggere le altre melanzane e lascia a scolare nello scolapasta quelle appena fritte fin quando dovrai togliere le altre melanzane dall’olio. Quando le altre melanzane sono fritte, toglile dallo scolapasta, sistemale in una ciotola e scola le altre melanzane dall’olio. Continua in questo modo con tutte le melanzane fino a frittura ultimata.

melanzane fritte a cubetti

Cottura della pasta e condimento

Cuoci la pasta prescelta al dente in abbondante acqua salata, scolala bene e versala nella pentola con il sugo. Aggiungi le melanzane fritte, mescola bene, una grattata di ricotta salata o, in mancanza, parmigiano e pecorino grattugiati. Una bella mescolata, sistemala in una bella ciotola e porta in tavola. A piacere i commensali possono aggiungere altro formaggio.

La pasta alla Norma condita con un buon sugo di pomodoro semplice al basilico, melanzane fritte a cubetti e una grattugiata di ricotta di pecora stagionata, preparata con la ricetta di Nonna Picetto è buonissima, offre i sapori e profumi dell'estate. Puoi usare lo stesso procedimento per fare la pasta alla siciliana o un sontuoso timballo di pasta.
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Pasta alla siciliana filante gratinata al forno

La pasta alla siciliana con sugo di pomodoro, melanzane fritte, mozzarella o provola e, a piacere, uova sode, contrariamente a quanto si possa pensare, è una ricetta tipica napoletana buonissima che puoi sfruttare per le feste, Ferragosto e la domenica in famiglia.

Dopo aver condito la pasta come per la pasta alla Norma, in una teglia o pirofila, fai uno strato di pasta, aggiungi la mozzarella ben scolata tagliata a cubetti o la provola. Vi puoi mettere anche le uova sode che ci stanno benissimo, un’altro strato di pasta, una bella grattugiata di parmigiano e inforna in forno preriscaldato a 200° fin quando risulta ben gratinata in superficie. Fai riposare almeno 30 minuti prima di servire.

Timballo di pasta alla siciliana

Per fare un meraviglioso e sontuoso timballo di pasta, puoi usare, ad esempio, come formato di pasta gli anelletti siciliani. Olea bene la teglia prescelta, ne puoi usare anche una con il buco al centro come un ciambellone, e spolverala con pangrattato. Dopo aver condito la pasta, fai uno strato di pasta, aggiungi il ripieno, lo stesso della pasta alla siciliana, mozzarella ben scolata o provola e uova sode, a piacere, un’altro strato di pasta, parmigiano grattugiato, una spolverata di pangrattato e inforna in forno preriscaldato a 200° fin quando risulta ben gratinata. Fai raffreddare per almeno 30 minuti e poi sformala nel piatto da portata prima di portarla in tavola.

Se vuoi renderla più sontuosa, puoi rivestire la teglia, dopo averla oleata e cosparsa con pangrattato, con melanzane fritte a fette e poi metti la pasta. Quando la sformerai sarà bellissima da vedere.

Ricordi di famiglia

Questa ricetta mi ricorda il nonno paterno, Nonno Angelo, chiamato da tutti Don Angelo o Don Angiolino. Ne era particolarmente ghiotto e li chiamava vermicelli alla siciliana. Quando Maria, la sua governante, li preparava, e quando cucinava preparazioni tipiche calabresi che lui gradiva particolarmente, ci teneva a mandarmene un bel piatto. La cucina di mia madre era prettamente nordica. Lui, a suo modo, dato che non avevo la nonna paterna, morta giovanissima, mi faceva conoscere i sapori calabresi.
I piatti che arrivavano da casa del nonno non erano mai preannunciati. Maria bussava alla porta all’ora di pranzo con un bel sorriso, il piatto in mano, coperto da un’altro piatto, avvolto da uno strofinaccio candido ben annodato e mi diceva: Don Angiolino ti manda questo piatto per fartelo assaggiare. Il piatto del nonno era una sorpresa, Qualunque cosa avessimo preparato si spostava per far posto al piatto del nonno. A fatica, snodavo i nodi dello strofinaccio, toglievo il piatto per vedere cosa ci fosse di caldo e fumante, e lo mettevo a centrotavola. Era così pieno che ci poteva mangiare una famiglia intera.
Quante cose ho imparato da Maria e Bice, di cui parlo spesso nel mio Ricettario. Mi hanno insegnato la cucina calabrese di famiglia, come fare le conserve tipiche, raccogliere le erbe di campo, la vita di campagna scandita dalle stagioni.

All’epoca si lavoravano enormi quantità di fichi, olive, pomodori, melanzane e altra frutta e verdura di stagione. In inverno si faceva la festa del maiale con la trasformazione in salsicce, soppressate, capicolli, prosciutti e la grande quadara finale con tutti i lavoranti e ospiti per l’occasione. Troverai le ricette di Maria e Bice nella sezione a loro dedicata: Maria e Bice.

Perché la pasta al pomodoro con le melanzane fritte si chiama pasta alla Norma?

La pasta alla Norma è una preparazione tipica catanese. Ci sono più versioni sull’origine del nome, particolarmente collegate all’omonima opera del compositore catanese Vincenzo Bellini. Secondo alcuni, a dare il nome alla ricetta sarebbe stato il commediografo siciliano Nino Martoglio che, dopo aver mangiato un piatto di pasta condito in questo modo, ha esclamato: è una Norma!, paragonandola alla celebre opera, per indicarne la perfezione, magnificenza, bontà. Pari ‘na Norma è ancora oggi il modo di dire per esaltare l’eccellenza, la bellezza e la bontà di qualsiasi cosa. Secondo altri, la ricetta sarebbe stata creata, da uno chef siciliano, per celebrare l’uscita della nuova opera lirica del grande compositore catanese, destinata a diventare in breve tempo uno dei suoi maggiori successi. Ho trovato anche un’altra versione che porta le origini del piatto alla bella e avvenente professoressa Norma, talmente bella da averle dedicato il famoso piatto siciliano. Il 23 settembre, giorno della morte del celebre compositore catanese, è il giorno in cui si celebra questo piatto fantastico.

Come leggere il blog/ricettario di Nonna Picetto 🌶

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Un grandioso saluto da Nonna Picetto 🌶


Post, foto e video di Maria Grazia Trocini (Nonna Picetto 🌶)
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Pubblicato da Nonna Picetto 🌶

Ciao, sono Maria Grazia Trocini, mamma e moglie fin da quando avevo 16 anni, nel 1983. Ti chiederai, perché Picetto? Nel 2007 desideravo iscrivermi al Forum del Gambero Rosso, unico sito per gli appassionati di vini e cucina dell'epoca, non riuscivo a trovare un nickname per poter accedere, tutti i miei tentativi risultavano vani. A quei tempi non c'era l'adsl, internet era lentissimo, quando si doveva caricare una pagina, nell'attesa, potevi farti una passeggiata, prepararti un caffè o guardare ipnotizzata quella rotellina come un'ebete. Dopo svariate prove, ho utilizzato il soprannome di mio figlio minore e, finalmente, ho ottenuto l'agognato risultato. Per il mondo virtuale rimango ancora oggi Picetto e, dato che sono diventata nonna, Nonna Picetto 🌶.

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