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Turdilli calabresi morbidi: dolci natalizi cosentini con il miele o gileppo

I turdilli morbidi calabresi sono dolci tipici cosentini delle festività natalizie che si possono addolcire con: il miele di fichi, il miele di api o con entrambi, miele di api e fichi contemporaneamente, come ho fatto in quelli che vedi nel video, o ancora con il gileppo, una sorta di glassa preparata con lo zucchero a velo, aromatizzato all’anice o al limone. Si mantengono a lungo e, seppur semplici negli ingredienti, offrono ad ogni morso un’esplosione di sapori. Si tratta di una ricetta scritta per sommi capi con dosi in bicchieri e farina quanta ne riceve. Il “quanta ne riceve” è un concetto astratto per chi cerca di replicare la ricetta se non ha visto farla e provata la consistenza. Una volta, tantissimi anni fa, è venuta a casa mia una signora per insegnarmi il procedimento. Era un pochino diverso da come lo faccio oggi, ma la ricetta è la stessa, quella che lei mi ha dato. Lei inserisce i liquidi a freddo mentre io li tratto come faccio per fare la pitta ‘mpigliata calabrese, detta anche pitta ‘nchiusa, la regina dei dolci natalizi calabresi. Entrambi i dolci penso che abbiano ricevuto un’influenza araba. L’impasto è poco dolce, verrà addolcito successivamente, dopo la cottura. La pitta ‘mpigliata con il miele di api colato a caldo mentre i turdilli si possono addolcire, a seconda dei gusti, in vari modi, ti puoi sbizzarrire anche in base a quello che ti ritrovi in casa al momento. Esistono infinite varianti di questo dolce, quelli all’antica hanno nell’impasto l’anice e sono senza uova, quelli con il vino o il vermut e sono tutte buone. Io preferisco quelli morbidi all’interno, saporiti e aromatici.
Con il termine turdillo si identifica bonariamente anche il fessacchiotto, goffo o ingenuo. Molte volte ho sentito dire: ma che turdillo! Ad esempio per un bimbo piccolo che cade goffamente e simpaticamente! Sono dei dolci molto semplici rispetto a quelli della tradizione natalizia di mia madre che sono dolci mitteleuropei molto più ricchi di ingredienti pregiati, ma, sebbene semplici, facili da fare con pochi ingredienti, una volta ritenuti poveri, uno tira l’altro, particolarmente se li accompagni con il vino dolce moscato o zibibbo di ottima qualità che hai usato nell’impasto. Ti lascio qui sotto qualche altra ricetta di dolci natalizi che, a mio gusto, si possono preparare tutto l’anno, è un peccato assaporarli solo a Natale. 👇 👇 👇

I turdilli calabresi morbidi sono dolci tipici cosentini delle festività natalizie che si possono addolcire con: il miele di fichi; il miele di api o con entrambi, miele di api e fichi contemporaneamente, come ho fatto in quelli che vedi nel video, o ancora con il gileppo, una sorta di glassa preparata con lo zucchero a velo, aromatizzato all'anice o al limone.

Ascolta la ricetta

  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura3 Minuti
  • Porzioni12
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàNataleTutte le stagioni
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Ingredienti

Come ho detto prima le dosi degli ingredienti della ricetta che mi è stata data è in bicchieri e farina quanta ne riceve. Come promesso ho pesato gli ingredienti dell’impasto, ma dovrai in ogni caso regolarti in base alla farina prescelta perché puoi fare questo dolce con farina 00, farina 0 e farina a tua scelta.

120 g olio extravergine d’oliva (1 bicchiere)
100 g zucchero ( 1 bicchiere)
150 g moscato (o vino zibibbo 1 bicchiere)
3 uova
Mezza bustina lievito in polvere per dolci
1 pizzico sale
750 g farina (quanta ne riceve)

per la frittura

800 ml olio di semi di arachide (circa a seconda della grandezza della pentola)

per mielare

120 g miele (circa)
60 g miele di fichi (circa)
20 g acqua

per il gileppo

q.b. zucchero a velo
q.b. liquore all’anice (forte)

Strumenti

Ciotola grande
Spianatoia
Scolapasta
Pentola grande e alta per friggere
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Ti va di farli con nonna Picetto? 

Come prima cosa prepariamo l’impasto, diamo la forma ai turdilli e li friggiamo

Versa in una pentola: un bicchiere di olio extravergine di oliva, un bicchiere di zucchero, un bicchiere di vino moscato dolce o zibibbo e un pizzico di sale. Metti sul fuoco e fai cuocere fin quando si scioglie completamente lo zucchero, poi versi in una ciotola grande, aggiungi 200 g circa di farina, mezza bustina di lievito per dolci e mescoli bene, in questo modo il composto diventerà tiepido. Altra farina, se necessaria, fin quando si formeranno tante briciolone. A questo punto aggiungi 3 uova, il composto sarà più freddo e pronto per accoglierle. Mescoli bene e aggiungi la farina necessaria per amalgamare il tutto. L’impasto dev’essere morbido, va aggiunta solo la farina necessaria per amalgamare il tutto.

A questo punto ti sposti sulla spianatoia e impasti a mano. Ottenuto l’impasto, lo tagli in pezzi e con le mani fai dei serpentoni come quando fai gli gnocchi, ma un pochino più grossi. Li tagli a tocchetti e poi fai le righe come gli gnocchi con l’apposito strumento o una forchetta o, come si usa per tradizione, con il crivo. Il crivo è un cestino setaccio di giunco che si usa anche per dare la forma agli gnocchi.

A questo punto occorre friggerli in olio di semi di arachidi ben caldo. Nel video ho usato una pentola per frittura troppo piccola. Ti consiglio di usarne una più alta e capiente perché l’olio, man mano che friggi, tende a creare una schiuma e potrebbe fuoriuscire dalla pentola. Quella pentola è bocciata per questa preparazione, ma ottima per altre fritture, ad esempio: le patatine, le zucchine, i calamari ecc.

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Quando sono ben dorati, li scoli in un colafritti o scolapasta con al di sotto un altro contenitore per raccogliere l’olio in eccesso e metti a friggere gli altri. Prima di scolare gli altri, sistemi i turdilli oramai scolati dall’olio in una ciotola e scoli i successivi. Prosegui in questo modo fin quando li avrai fritti tutti. 

Prepariamo il gileppo

Prepariamo adesso il gileppo. Metti lo zucchero a velo in una ciotolina. Nel video mostro come farlo aromatizzato con liquore all’anice forte, ma lo puoi fare anche con il succo di limone. Per diluirlo puoi usare anche l’acqua e qualche goccia di anice o una spruzzata di limone a seconda dei tuoi gusti. Aggiungi il liquido prescelto giusto per diluire lo zucchero. A seconda se vuoi più o meno zucchero intorno al dolcetto farai una consistenza più o meno densa. Se vuoi tanto zucchero sarà più denso, se, invece preferisci come me meno zucchero la farai un pochino più liquida e molto aromatica. Ripassi ogni dolcetto nel gileppo e ti consiglio di metterlo in uno scolapasta, in questo modo il gileppo in eccesso lo scolerai in un altro contenitore e poi li sistemi nel piatto da portata. Non farai come ho fatto nel video perché mi è rimasto nel contenitore un grosso strato di gileppo dopo averli travasati nel piatto da portata.

I turdilli calabresi morbidi sono dolci tipici cosentini delle festività natalizie che si possono addolcire con: il miele di fichi; il miele di api o con entrambi, miele di api e fichi contemporaneamente, come ho fatto in quelli che vedi nel video, o ancora con il gileppo, una sorta di glassa preparata con lo zucchero a velo, aromatizzato all'anice o al limone.

Puoi anche fare dei turdilli più piccolini a pallina, rigirarli nel gileppo, metterli a scolare nello scolapasta e sistemarli nel piatto da portata. Sono molto carini da vedere e simpatici da mangiare.

I turdilli calabresi morbidi sono dolci tipici cosentini delle festività natalizie che si possono addolcire con: il miele di fichi; il miele di api o con entrambi, miele di api e fichi contemporaneamente, come ho fatto in quelli che vedi nel video, o ancora con il gileppo, una sorta di glassa preparata con lo zucchero a velo, aromatizzato all'anice o al limone.
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Ora mieliamo i turdilli

Per glassarli al miele puoi usare solo miele di api con aggiunta di pochissima acqua o solo miele di fichi, con aggiunta di acqua solo se è molto denso, o con entrambi, come mi ha insegnato la signora e mostro nel video, con circa il 60% di miele di api, il 30% di miele di fichi e il 10% di acqua. In una pentola versi il miele e un pochino di acqua, porti a bollore e vi metti i turdilli, li rigiri dentro, prelevi con una schiumarola e metti direttamente nel piatto da portata.
Prosegui con tutti gli altri allo stesso modo. I nostri turdilli sono pronti per essere assaporati.

Turdilli calabresi morbidi: dolci natalizi cosentini con il miele  di fichi e api

Conservazione

Per conservarli ti consiglio di coprirli con pellicola o sistemarli in un vassoio munito di campana per dolci, in questo modo rimarranno morbidi per tanto tempo. Anche se sono così buoni che sarà difficile conservarli a lungo.

Regalini natalizi

Puoi confezionare i turdilli in graziosi sacchettini di cellofan legati con un nastrino e aggiungere un bigliettino con su scritti gli ingredienti e magari anche la ricetta. In questo modo sono utili da aggiungere ai cestini natalizi da regalare ad amici e parenti pieni di Golosità casalinghe che sono sempre gradite. O anche come cadeau, regalino, segnaposto per ospiti in occasione di cene o pranzi in cui si vuoi fare bella figura!
Se volessi acquistare qualche salume tipico calabrese per arricchire antipasti, pranzi e cene, o aggiungerli ai pacchi e ceste regalo ti consiglio quelli di questa azienda, li compro generalmente per i miei familiari. Troverai le loro immagini qui sotto. Tutti i loro prodotti sono eccellenti, ti consiglio di provarli, hai l’imbarazzo della scelta e ti arriveranno direttamente e comodamente a casa se non hai la fortuna, come me, di trovarli al supermercato vicino a casa. Offrono sapori e profumi di una volta sebbene prodotti da una azienda e non mi pagano per dire questo, è una mia recensione da consumatrice. Quando vado al supermercato del paese e vi sono le salsicce stagionate sfuse in un vassoio sul banco della salumeria arriva un profumo che non posso fare a meno di prenderle. Per quanto riguarda la ‘nduja la prendo nel budello sottovuoto come vedi nell’immagine sottostante oppure quando ne tagliano una grandissima la prendo a fette, ma va consumata più velocemente. La uso per tantissime preparazioni. 👇👇👇

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Consiglio della nonna per una corretta frittura

Ogni volta che fai una frittura scola sempre il fritto in uno colafritto o scolapasta con contenitore al di sotto per eliminare l’eccesso di olio. Non scolare mai un fritto direttamente su carta assorbente perché, rimanendo a contatto con l’olio, perderebbe la croccantezza e assorbirebbe l’olio a contatto. Rovini una frittura. Se dovessi fare una grande frittura per tante persone, ad es. una frittura di pesce, e desideri che il fritto arrivi in tavola caldo per tutti contemporaneamente e anche per te che hai fritto è facilissimo. Accendi il forno a 120° e preriscaldalo. Man mano che friggi e scoli nel cola fritto o scolapasta, il fritto già scolato lo riponi in una teglia bassa e larga e metti in forno senza aggiungere il sale. Lasci un piccolo spessore sulla porta del forno affinché ci sia uno spiffero, in questo modo eventuali vapori fuoriescono e il fritto resta caldo, croccante e asciutto. Aggiungi il sale solo prima di portare la frittura in tavola.

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Post, foto e video di Maria Grazia Trocini (Nonna Picetto 🌶)

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Pubblicato da Nonna Picetto 🌶

Ciao, sono Maria Grazia Trocini, mamma e moglie fin da quando avevo 16 anni, nel 1983. Ti chiederai, perché Picetto? Nel 2007 desideravo iscrivermi al Forum del Gambero Rosso, unico sito per gli appassionati di vini e cucina dell'epoca, non riuscivo a trovare un nickname per poter accedere, tutti i miei tentativi risultavano vani. A quei tempi non c'era l'adsl, internet era lentissimo, quando si doveva caricare una pagina, nell'attesa, potevi farti una passeggiata, prepararti un caffè o guardare ipnotizzata quella rotellina come un'ebete. Dopo svariate prove, ho utilizzato il soprannome di mio figlio minore e, finalmente, ho ottenuto l'agognato risultato. Per il mondo virtuale rimango ancora oggi Picetto e, dato che sono diventata nonna, Nonna Picetto 🌶.

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