L’antica ricetta calabrese della nonna dei taralli dolci morbidi con semi di anice selvatico è semplice, sana, economica e ottima sia per la colazione che per uno spuntino. Sono delle brioche a pasta lievitata senza burro, con poco zucchero, aromatizzate con semi di anice nero selvatico che in alcune parti della Calabria si chiama “aranzo”, in altre “ananzu”, ogni borgo lo identifica con un nome dialettale diverso. I semi di anice nero selvatico, che cresce spontaneamente sulle pendici della Sila fino ad un’altezza di 900/1000 metri, sono molto difficili da reperire è un prodotto di nicchia, raro e costoso. A me lo procura una signora che lo raccoglie personalmente e lo vende a caro prezzo in piccoli vasetti tipo quelli degli omogeneizzati, non puoi immaginare il profumo che si sprigiona all’apertura di quel piccolo vasetto. Data la difficoltà nel reperire l’anice nero selvatico in sostituzione puoi utilizzare tranquillamente quello che si trova comunemente in commercio. Puoi sfruttare questa stessa ricetta e usare, al posto dei semi di anice scaglie o gocce di cioccolato come spiego nella ricetta delle Brioches leggere senza burro con scaglie di cioccolato al latte. Ti lascio qua sotto qualche altra ricetta che potrebbe piacerti 👇

- DifficoltàMolto facile
- CostoMolto economico
- Tempo di preparazione40 Minuti
- Tempo di riposo3 Ore
- Tempo di cottura30 Minuti
- Porzioni12
- Metodo di cotturaForno
- CucinaItaliana
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti per fare i Taralli dolci morbidi con semi di anice
Come ho detto in precedenza, data la difficoltà nel reperire l’anice nero selvatico, in sostituzione, puoi usare i semi di anice, preferibilmente biologici, che si trovano in commercio nei supermercati o nelle erboristerie. In Calabria è molto apprezzato anche il liquore all’anice che custodisce tutte le virtù fitoterapiche dell’anetolo racchiuso negli oli essenziali dell’anice. Un liquore senza zucchero con forte gradazione alcolica, si può offrire liscio, nel caffè, con ghiaccio e acqua, per realizzare dolci tipici, cocktails, aggiunto nelle macedonie ottimo anche su fette di ananas appena zuccherate. Per l’antica ricetta è previsto l’uso di lievito madre, ma puoi usare tranquillamente il lievito di birra fresco o secco. Per quanto riguarda la farina puoi usare qualunque farina idonea alla lievitazione: farina tipo 00, 0, 1 e integrale.
- Energia 259,91 (Kcal)
- Carboidrati 46,26 (g) di cui Zuccheri 6,40 (g)
- Proteine 6,47 (g)
- Grassi 6,99 (g) di cui saturi 1,30 (g)di cui insaturi 1,11 (g)
- Fibre 5,99 (g)
- Sodio 94,95 (mg)
Valori indicativi per una porzione di 72 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.
* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov
Strumenti per fare i Taralli dolci morbidi con semi di anice
Puoi impastare a mano, con il mixer o con la planetaria. Per gli impasti lievitati la planetaria offre risultati eccellenti.
Preparazione dei Taralli dolci morbidi con semi di anice
Se impasti a mano dovrai usare acqua tiepida per tutta la preparazione. Se utilizzi il mixer o la planetaria dovrai utilizzare acqua tiepida solo per squagliare il lievito, per il resto dell’impasto acqua fredda. Con il mixer ti consiglio la funzione pulse per evitare di scaldare troppo l’impasto.
Se usi il lievito madre mettilo nell’impastatrice o mixer o ciotola e scioglilo con aggiunta di acqua, deve raggiungere la consistenza di una pastella. Se usi il lievito di birra scioglilo in un bicchiere con un pochino di acqua tiepida. Se invece utilizzi il lievito secco non devi far nulla, metti direttamente la farina nel mixer o planetaria o ciotola e lo mischi a secco prima di aggiungere gli altri ingredienti.
Inserisci tutti gli ingredienti tranne i semi di anice e aggiungi l’acqua necessaria per ottenere un impasto omogeneo. L’impasto non dev’essere duro. Impasta fino a quando lo stesso è liscio ed elastico. Raggiunta l’incordatura (vedrai che l’impasto si stacca dalle pareti mentre lo lavori) inserisci i semi di anice e continua ad impastare fino a quando si sono ben distribuiti. Se hai impastato con il mixer trasferisci l’impasto ottenuto in una ciotola altrimenti usa la stessa che hai usato per impastare, copri la ciotola con pellicola o canovaccio e lascia lievitare fino a quando ha raggiunto il raddoppio del volume.

Una volta lievitato trasferisci l’impasto sulla spianatoia, fai delle porzioni di circa 80/100 g, con ogni porzione forma un filoncino e unisci le estremità per dare la forma al tarallo. Sistema i taralli ben distanziati tra di loro su di una teglia coperta da carta forno. Lascia lievitare nuovamente fino al raddoppio.

Accendi il forno e preriscaldalo a 180°. Prima di infornare spennella i taralli con l’uovo sbattuto. Sebbene non previsto nella ricetta uso spolverare i taralli con un pizzico di zucchero di canna, ma questo è facoltativo.
Inforna una teglia per volta nella parte bassa del forno e cuocili per circa 30 minuti fino a quando sono ben dorati. I nostri taralli dolci morbidi con semi di anice sono pronti per essere assaporati. Quelli che vedi nell’immagine sottostante si sono attaccati tra di loro perché li avevo messi troppo vicini tra di loro e non vi ho aggiunto lo zucchero di sopra.

Conservazione e consigli
Puoi congelare i Taralli dolci morbidi con semi di anice e tirarli fuori all’occorrenza. Li puoi anche scongelare velocemente al microonde, basta un minuto a minimo voltaggio. Puoi usare questa stessa ricetta aromatizzandola con altri ingredienti, vi puoi aggiungere scaglie di cioccolata al latte o fondente, uva passa o altro. Ti ricordo che nella Categoria: Dieta Mediterranea troverai tantissime ricette utili per una sana e gustosa alimentazione personale e familiare e nella Categoria: Ricette calabresi altre ricette tipiche.
Avevo pubblicato questo post in formato articolo il 12 Dicembre 2013, come potrai notare da alcuni commenti risalenti a quel periodo, oggi lo riedito e aggiorno in formato ricetta.
Storia della ricetta
Ho trovato l’antica ricetta grazie al gruppo Facebook “Amo la cucina calabrese”, una signora, di cui purtroppo non ricordo il nome, ha raccontato l’antica ricetta della nonna che io ho trascritto immediatamente. La faccio da tantissimi anni oramai e dona sempre tanta soddisfazione.
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che buoni i taralli all'anicesn un po' presa da panettoni e altre cose, ma li devo fare, sono buonissimi! auguri anche a te e famiglia cara!
Ciao bellissimo e buonissimo blog,tua nuova followers, aggiunto il tuo blog nei preferiti nel mio blog…complimenti sei bravissima.
Grazie Vicky, sei un tesoro, baci, baciM.G.
Ciao Nunzia, grazie per essere diventata una mia nuova lettrice, un grande salutoM.G.
Vorrei sapere se le uova da spennellare sono intere o solo i tuorli. Grazie
Scusa se rispondo solo ora, le uova sono intere e leggermente sattute! CiaoM.G.
Correzione: uova sbattute, non "sattute"!
Questa ricetta deve essere davvero buonissima, proverò la tua versione.
Grazie per la gradita visita, un grandioso saluto.
Complimenti x la ricetta .. qui in famiglia vanno a ruba..
Ne sono molto contenta, grazie per avermelo fatto sapere, un grande salutoMaria Grazia